Better Call Boris episodio 46: La differenza tra RGB e CMYK

In questo articolo mi addentro un po’ sul tecnico, magari questo aspetto può interessare a pochi, ma è un aspetto fondamentale se volete ottenere delle buone immagini o delle stampe perfette, oggi vi spiego la differenza tra due metodi colore: l’RGB (Red Green Blu) e il CMYK (Ciano, Magenta, Yellow e … Black).

Esistono altri metodi di colore ma i principale sono questi, prima di tutto, cosa sono i metodi di colore? I metodi di colore sono dei modelli matematici astratti che rappresentano i colori in forma numerica, in pratica ci permettono di comunicare con il computer quale colore vogliamo usare; come sapete il colore è percezione, ne abbiamo già parlato in un precedente video, non ha nulla a che vedere con i numeri, ma se vogliamo elaborare dei colori con una macchina dobbiamo farlo con il suo linguaggio, e quindi utilizzare dei metodi di colore.

Veniamo al punto: Rgb e Cmyk sono gli acronimi dei colori di cui sono composti, infatti l’RGB si compone di Rosso Red, Verde Green, e Blu….Blue; mentre invece Cmyk è composto da Ciano Cyan, Magenta…Magenta, Giallo Yellow e Nero…BlacK. A cosa servono questi insiemi di colori? Come vengono utilizzati? In pratica in base alle diverse percentuali (cmyk) o numerzioni (rgb) dei diversi canali, si possono ottenere milioni di colori, ad esempio ciano 0 magenta 50 giallo 100 e nero 0 ci permette di avere un arancione.

Questi due metodi si differenziano sotto molti punti di vista, cmyk è per la stampa ed è sottrattivo, poiché presuppone un foglio bianco, quindi se volessimo fare un nero (totale assenza di colori) dovremmo mettere il canale K a 100% per poter dire al computer di aggiungere inchiostro, anche perché non potrebbe sottrarre il bianco dal bianco del foglio stesso. Mentre invece nell’RGB che è per il web ed il video in generale abbiamo un metodo additivo, gli schermi dei monitor quando sono spenti di che colore sono? Neri appunto, quindi in quel caso ogni aggiunta di colore sarà un aggiungere valori ai canali, fino ad ottenere il bianco che sarebbe un valore di 255 su tutti e 3 i canali.

Ma veniamo al punto, a cosa ci servono queste informazioni? Come ho detto prima vi serviranno a comunicare con i vari pc ed i vari software che utilizzerete per la vostra comunicazione o le vostre foto, infatti dovete sapere che le stampanti hanno 4 toner diversi, cioè stampano in CMYKe mescolano i 4 colori per ottenere quelli che gli state chiedendo, se mandate in stampa un file RGB la stampante è in grado di interpretarne i valori e convertirli in CMYK, ma non sempre questa interpretazione vi renderà felici, soprattutto quando in colori sono complessi e richiedono tutti i canali, fate sempre una conversione da RGB a CMYK in modo da vedere l’immagine come verrebbe stampata, in quel caso potrete ravvivarla di più o fare altri ritocchi per riottenere l’effetto che volete.

Dico riavvivare perché lo spettro dei colori che ospita l’RGB è maggiore a quello del CMYK quindi è altamente probabile che in questo passaggio la vostra immagine si spenga un po’

Come ho detto ci sono altri metodi di colore, come il Lab che gioca sulla saturazione e la luminosità grazie a 3 canali, poi c’è la scala di grigio che va da 0 a 255 sfumature, dal bianco al nero ovviamente, il bitmap che a due valori, 0 e 1, cioè bianco e nero, ed tante altre. Da segnalare il metodo pantone, è da segnalare perché è un metodo che spesso si utilizza per i colori registrati come il rosso valentino o altri casi simili. Il metodo pantone non si formula con una miscela di canali, ma garantisce la riuscita di quel colore poiché è proprio un colore a se, con un proprio codice ad essere richiamato. Ovviamente una stampante dovrebbe avere un toner apposito di quel colore per poterlo stampare, altrimenti si comporterebbe allo stesso modo di quando si stampa da RGB a CMYK. Inoltre il pantone si può utilizzare con l’# per richiamare quei colori specifici sui vari cms tipo wordpress o piattaforme simili.

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