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Better Call Boris episodio 44: La comunicazione a coppie

La vita di una coppia è molto complessa sotto il punto di vista della comunicazione, in realtà penso non si possa neanche definire una o più categoria di coppia, proprio perché in ognuna c’è un modo di convivere diverso, che varia in base alle abitudini, alla cultura, al territorio e a tanti altri fattori. La coppia però è un “target” che non si può assolutamente trascurare quando si fa comunicazione. In un modo o nell’altro sono certo che il tuo brand si troverà prima o poi a dover fare i conti con quest’aspetto. Come si può comunicare ad una coppia? Chiariamo un aspetto fondamentale: i target si definiscono e raggruppano in base al loro comportamento d’acquisto sostanzialmente, quindi anche la coppia non fa eccezioni, di conseguenza non sarà a lui a lei o a loro che ci rivolgeremo ma a chi vogliamo far fare l’azione La differenza infatti che si può notare in una comunicazione rivolta alle coppie è che magari dobbiamo rivolgerci all’uomo per far fare un regalo alla donna o viceversa. Oppure possiamo parlare alla donna in modo che convinca l’uomo a fare una determinata azione, o magari parlare alla coppia e stimolarli e fare qualcosa insieme che possa rafforzare il loro rapporto. La particolarità di questo target è che spesso si verifica che uno non conosce a fondo l’altro, come facciamo a far acquistare un rossetto ad un uomo da regalare alla propria donna? Oppure come facciamo scegliere ad una donna il dopobarba per il compagno? In questi casi è utile fare una comunicazione molto rassicurante, semplice e diretta, nel dettaglio di ogni caso specifico si dovrebbe individuare quell’aspetto che fa leva nel modo giusto, magari raccontando ad un sesso di come potrebbe essere l’altro se si usa quel prodotto, ovviamente l’immagine proiettata sarà la più simile possibile al desiderio del sesso che fa l’azione.

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PSICOMARKETING

Io, tu e il …Brand Viste le richieste di approfondimenti arrivateci dopo il video su questo argomento, posto un articolo scritto dalla Dottoressa Alessandra Gatti, per dare la parola a chi, nel nostro studio, si occupa realmente di questo aspetto. “Eccomi a fare il punto su cosa sia lo psicomarketing…Siamo oggi nell’era della persuasione, letteralmente traducibile ne “l’ottenimento dell’approvazione e della fiducia attraverso un’opera generalmente personale, graduale e metodica, di convinzione” assolutamente stimolata dal mercato e dalla richiesta indotta al consumatore, traduzione che ha poco a che fare con lo psicomarketing. Questa rappresenta un passaggio successivo a quanto lo psicomarketing studia ed analizza, trovo quindi fondamentale procedere per punti e rispondere alle domande più comuni, come ad esempio:  Cosa analizza lo psicomarketing? Come opera? Perché è importante per un’azienda? E ancora, perché lo è per un brand? L’azienda e il brand vengono percepite dal professionista come fossero una persona, ogni cosa parla di loro come ogni sfumatura a loro appartenente, ogni senso che riescono a stimolare e a far sentire il cliente accolto, riconosciuto e soddisfatto. Per fare questo non è tanto importante attirare e vendere, quanto conoscere e riconoscere. Se io conosco un’azienda e il suo brand saprò certamente qual è la sua anima, la sua storia, il suo vissuto fino a quel momento e il suo nucleo caldo e da cui poter attivare una corretta strategia che sia di rinforzo a quanto già esistente o che sia di lancio per un novo prodotto. Il caso: oggi ciò che più attira è ironizzare, anche e soprattutto, i sani principi di una società e il rischio di pubblicizzare brand con l’ironia è quello di banalizzare lo stesso, colpendolo nel profondo, nell’anima…nella sua identità con la quale sul mercato si è imposto con sacrificio e fatica, con il risultato di mostrarsi inautentico, cioè carente di spontaneità e creatività nell’incontro con l’altro. Come opererebbe lo psicomarketing in un simile caso? Con autenticità! Intanto andrebbe ad intercettare il bisogno, non seguirebbe stimoli di massa ma punterebbe al mantenimento dell’identità attirando l’attenzione, analizzerebbe le potenzialità e le risorse che restano incastonate in meccanismi di difesa. “ERA ABBASTANZA INTELLIGENTE DA CONOSCERE SE STESSO, ABBASTANZA CORAGGIOSO DA ESSERE SE STESSO E ABBASTANZA FOLLE DA CAMBIARE SE STESSO E, ALLO STESSO TEMPO, CONTINUARE AD ESSERE AUTENTICO!” Dr.ssa Alessandra Gatti

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Better Call Boris episodio 43: Lo Psicomarketing

Da sempre l’essere umano si relaziona ai prodotti ed i relativi brand, fin dal primo “marchio” l’essere umano ha imparato a creare un legame con esso, questo aspetto si sommava in piccola parte con la visione del prodotto fine a se stesso, quando c’era meno pubblicità e concorrenza si dava spazio alle cose prima che ai Brand. Oggi non è così, c’è talmente tanta scelta per tipologia e natura dei prodotti e dei servizi che differenziarsi diventa sempre più difficile. È difficile per i brand come è difficile distinguere per i consumatori, tutto sembra uguale, o quantomeno tutto quello che le aziende sacrificano per un livello di qualità elevato divento uno standard comune, cosa guardiamo oggi veramente? Oggi guardiamo l’esperienza che quel prodotto ci racconta, immaginiamo l’esperienza che quel prodotto ci può dare, ci relazioniamo al Brand in modo più intenso, instaurando un vero e proprio rapporto con lui. Ed in un rapporto tra brand e consumatore cosa viene a generarsi? Si creano sentimenti, aspettative, anche affetto volendo. Un brand può aver segnato la nostra infanzia, o rappresentare un sogno mai realizzato, un brand può diventare lo scopo della nostra vita. In tutto questo capite bene che l’essere umano e la sua visione cambiano notevolmente, ed è proprio qui che il marketing abbraccia l’affascinante mondo della psicologia, dando vita allo psicomarketing. Lo psicomarketing studia l’esperienza dell’utente, la sua visione del brand, come gli arriva il sentito e lo rimanda all’esterno. Esperti psicologi studiano questi comportamenti, fanno focus group, questionari ed altre attività, dove pongono domande studiate per capire alcuni aspetti di questo contesto e dove poi analizzano le risposte. Il risultato diventa l’arma vincente per pianificare una strategia efficace.

Il Preventivo
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Better Call Boris Episodio 38: Il preventivo

Ogni lavoro o campagna parte dal preventivo. Nella maggior parte dei casi il cliente non ha la minima idea della spesa che deve affrontare, in alcuni casi neanche noi. Quindi è buona norma fermarsi un attimo e buttare giù una lista di cose da considerare per tirare fuori il prezzo del lavoro. Ovviamente noi non abbiamo un listino altrimenti questo discorso non avrebbe ragion d’essere, ma posso garantirvi che sulla stampa neanche avere un listino garantisce tempi stretti di risposta sul preventivo. Fare i preventivi non è semplice, in molti casi non si sa ne quando si inizia ne quando finisce, non si può prevedere realmente la difficoltà del lavoro ne calcolare i preventivi, ma un professionista che si rispetti un idea riesce a farsela, invece un professionista con la P maiuscola è anche bravo a rientrare nel prezzo stabilito senza far pagare eccessi non previsti precedentemente al cliente. Noi lavoriamo su marketing e comunicazione visiva, i campi sono tanti, dalla stampa al web. Il problema grosso in genere, sulla fase del preventivo, ce lo danno i lavori in cui è il servizio di consulenza che si paga. Non sempre si può assegnare una tariffa oraria e spesso prevedere tutto è impossibile. Con gli anni e diverse fregature abbiamo imparato a stimare orientativamente un preventivo e ci impegnamo a restare fedeli alla cifra stabilita, a volta finiamo prima (bravura nostra) altre volte ci rimettiamo del tempo/lavoro non calcolato (responsabilità nostra e non del cliente) un preventivo è il prezzo che si concorda con il cliente per una determianta prestazione, non può essere ne troppo alto ne troppo basso, ma possono esserci persone disposte a pagare ed altre no. Ogni professionista si da un prezzo, è il mercato poi che detta le sue regole e decide chi resta in gioco e chi no. Ma soprattutto, quando noi stiliamo un preventivo, oltre agli imprevisti o alle responsabilità varie ed eventuali, stiamo un prezzo che secondo noi è giusto, in relazione al progetto, alla sua difficoltà, al tempo che ci porta via. Quando presentiamo il preventivo quella è la nostra idea di prezzo, che il cliente può solo concordare o rifiutare, MAI TRATTARE SUL PREZZO. Non si tratta sul prezzo concordato, al massimo decidiamo noi di scontarlo quando e come è possibile. Quindi caro cliente che sei convinto di trattare sul prezzo, o che dai per scontato che riuscirai a togliere un 10 o un 20% su qualsiasi cifra sia, sappi che se togliamo soldi togliamo anche lavoro o se proprio sei uno di quelli seriali che scontano a prescindere, ti faremo un preventivo più alto, in modo da concordare un prezzo ed ottenere comunque il compenso giusto per il lavoro che andremo a fare.

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